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TU SEI LA MIA LUCE…

Matteo 5,13-16

«Voi siete il sale della terra; ma se il sale perdesse il sapore, con che cosa lo si potrà render salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dagli uomini. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città collocata sopra un monte, né si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al vostro Padre che è nei cieli.»

Ieri sera 13 Ottobre 2010 è stata una serata intensa che ha illuminato, per noi giovanissimi di Cupello, il nostro cuore e ci ha permesso di scrivere su quelle pagine che prima credavamo fossero vuote… All’inizio abbiamo ascoltato una stupanda canzone di Irene Grandi “Alle porte del sogno” dove Giovanni Piccirilli ha adattato delle foto che regalavano delle emozioni forti… In seguito Don Nicola ci ha letto un brano del vangelo (riportato in alto)… DOBBIAMO ILLUMINARE IL NOSTRO CUORE. Infatti Gesù rivolgendisi hai discepoli dice « non si accende una lucerna per metterla sotto il moggio, ma sopra il lucerniere perché faccia luce a tutti quelli che sono nella casa.» La casa, Gesù, la paragona al nostro cuore, dobbiamo mettere questa LUCE che è Dio al centro, per illuminare e quindi per cambiare la nostra vita. RICORDATEVI NON PER CAMBIARE SOLO LA VOSTRA VITA MA ANCHE QUELLA DEGLI ALTRI…  Così il mondo avrà più SAPORE… Quindi se accogliamo Dio con tutto l’amore possibile lui ci renderà la vita più saporita e la nostra strada più visibile… Per concludere abbiamo fatto nuovamente un gesto bellissimo, quello del battesimo… Sicuramente non ci ha battezzati per la seconda volta, però è un segno che ci ha fatto capire che se c’è qualcuno che ti chiama, vuol dire che ti pensa e quindi ti ama conteporaneamente…

vi ricordo che chiunque vuole far parte del Gruppo Giovanissimi di Cupello ci sarà il primo incontro MERCOLEDì 20 Ottobre 2010 alla sede (Ex scuole elementari).

 

 

Condotti sul monte per contemplare il mistero di Dio

In questa seconda domenica di Quaresima, Gesù ci prende con sé per condurci in disparte, sul monte. Ci farà intravedere qualcosa del suo mistero. Ci rivelerà i tratti della sua gloria. Ci apparirà nella luce del Risorto. Solo se ascoltiamo la sua parola, però, possiamo attraversare la prova della passione e della morte e giungere alla vita nuova.

Vi ricordo che venerdì prossimo sarà il primo venerdì del mese. Celebreremo la messa alle 8.00 a cui seguirà l’Adorazione per tutta la giornata. Ci ritroveremo alle 18.00 per la Via Crucis e la Benedizione Eucaristica.

Buona domenica a tutti,

don Nicola

Catechesi e formazione cristiana

 

 

Ragazzi della scuola elementare

Sabato, 15.00 – 16.00, ex scuola elementare

Ragazzi della scuola media

Martedì, 15.00 – 16.00, ex scuola elementare

Azione Cattolica Ragazzi

Sabato, 16.00 – 17.15, ex scuola elementare

Educatori ACR

Martedì, 19.00 – 20.00, ex scuola elementare

Giovanissimi della scuola superiore

Mercoledì, 19.00 – 20.00, ex scuola elementare

Giovani dai 19 ai 35 anni

Venerdì, 21.00 – 22.30, chiesa parrocchiale

(incontri quindicinali a riprendere dall’8 gennaio 2010)

Gruppo missionario

Venerdì, 21.00 – 22.30, chiesa Madonna del Ponte

(incontri quindicinali a riprendere dal 15 gennaio 2010)

Adulti

Lunedì, 20.30 – 21.30, chiesa parrocchiale

Preparazione al Battesimo

17-19 marzo 2010 / 16-18 giugno 2010, chiesa Madonna del Ponte

Preparazione alla Cresima

Martedì o Giovedì, 20.30 – 21.30, ex scuola elementare

Preparazione al Matrimonio

Informarsi direttamente dal parroco

Prove di canto: Giovedì, 18.30 – 19.30, chiesa parrocchiale

Chierichetti: Giovedì, 18.30 – 19.30, chiesa parrocchiale

Catechisti: Venerdì, 19.00 – 20.00, casa delle suore

(incontri quindicinali a riprendere dal 15 gennaio 2010)

 

Ogni primo venerdì del mese:

8.00: Celebrazione Eucaristica

8.30 – 18.00: Adorazione Eucaristica

15.00 – 17.30: Confessioni

18.00: Vespri e Benedizione Eucaristica

 

 

Il parroco

Don Nicola Florio, nato a Vasto il 30 dicembre 1974, è stato ordinato sacerdote il 29 giugno 1999 ed è stato parroco di Pretoro (CH) dal settembre 2001 ad agosto 2009 dove ha svolto la sua missione coinvolgendo soprattutto i giovani sia della parrocchia che della Diocesi in quanto responsabile della Pastorale giovanile, andando con loro alle diverse Giornate Mondiali della Gioventù nelle varie parti del mondo e organizzando tanti incontri e attività per la loro crescita vocazionale e formativa.

Inoltre, dal 2005, è Direttore dell’Ufficio per la Pastorale Scolastica della Diocesi.

Dopo otto anni di parrocato a Pretoro, l’Arcivescovo Mons. Bruno Forte gli affida la Parrocchia della Natività di Maria Santissima in Cupello dove, il 3 settembre 2009, avviene l’insediamento ufficiale.

Consiglio parrocchiale

Nome: Eleonora
Cognome:
Bellano
Data di Nascita:
Professione:
Ruolo in AC:
Presidente
La mia frase:

Nome: Angela
Cognome:
Galuppi
Data di Nascita:
Professione:
Ruolo in AC:
Responsabile Giovani
La mia frase:

Nome: Alda
Cognome:
Bellano
Data di Nascita:
Professione:
Ruolo in AC:
Responsabile A.C.R.
La mia frase:

Nome: Don Nicola
Cognome:
Florio
Data di Nascita:
30/12/1974
Professione:
Parroco
Ruolo in AC:

La mia frase:

Nome: Nicola
Cognome:
D’Ovidio
Data di Nascita:
12/09/84
Professione:
Ruolo in AC:
La mia frase:

Nome: Rossella
Cognome:
Di Francesco
Data di Nascita:
10/07/87
Professione:
Ruolo in AC:
Consigliere
La mia frase:

Nome: Daniele
Cognome:
Boschetti
Data di Nascita:
16/08/83
Professione:
Studente
Ruolo in AC:
Consigliere & Educatore Giovanissimi
La mia frase:
non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te

Nome: Giovanni
Cognome:
Piccirilli
Data di Nascita:
09/08/1986
Professione:
Studente
Ruolo in AC:
Consigliere & Animatore
La mia frase:
perchè cadiamo? per imparare a rimetterci in piedi!

Nome: Marila
Cognome:
Di Francesco
Data di Nascita:
14/07/89
Professione:
Studente
Ruolo in AC:
Consigliere
La mia frase:

Giovani a lungo si, ma non per sempre

Forse non tutti sanno che per lo Zingarelli “ragazzo” significa “fanciullo, giovanetto” direi pertanto indicativamente da 8 a 14 anni. Questa ignoranza fa sì che imperversa sui mass media il diffuso malvezzo, nella titolazione e nei testi, di un indiscriminato uso improprio, erroneo direi, del vocabolo, adoperato oltre che per giovani della fascia d’età della scuola media superiore, anche per giovani di età universitaria (19-26 anni) e finanche per trentenni o addirittura trentacinquenni e quarantenni. A mio parere tale costume non agevola la crescita personale e la responsabilizzazione dei giovani: infatti, c’è il rischio che odiosi episodi di bullismo o veri e propri fatti criminosi passino per “ragazzate”, e che per i loro autori (cfr l’omicidio di perugina) sia normale la definizione di “ragazzi” 8inoltre simpaticamente chiamati col solo nome – sulla scia di “Olindo e Rosa – anziché, per esempio, “i giovani accusati dell’efferato delitto”). Si giunge al paradossale, al grottesco, allorché (radio giornale delle 8,30 di qualche mese fa) i due scippatori che hanno causato la morte di una malcapitata vengono definiti “ragazzini” avendo rispettivamente “solo” 15 e 16 anni! Penso, ma forse mi sbaglio, che i professionisti dell’informazione dovrebbero porre più attenzione all’uso dei termini. Con la scrittura, le civiltà hanno fatto passi da gigante. Nella modernità, il padre della psicanalisi, Sigmund Freud, mette in guardia riguardo “la forza delle parole”. Le parole hanno il potere di plasmare una mentalità, anche e soprattutto quelle usate dai mass media, che sono i nuovi “pulpiti” della società laicizzata. Ora, va da sé che l’impiego troppo disinvolto, improprio o fuori contesto di termini quali “ragazzi”, “ragazzini”, “ragazzate” concorre, oggi, ad aumentare la confusione che regna a proposito della cosiddetta “età della crisi”, ovvero l’adolescenza, alla quale – un tempo – era attribuita una durata circoscritta. Certi dati antropologici macroscopici che contrassegnano il presente, come l’infantilismo diffuso, la sindrome di Pater Pan, il bullismo giovanile, il teppismo, lo “sballo” con alcool e droghe, l’evanescenza dei legami di coppia, tutto ciò è conseguenza – oltre che della cultura sessantottina del “vietato vietare” – anche di un’incoerenza educativa che si rispecchia nel linguaggio quotidiano e che delinea una vera e propria emergenza. Qualche giorno fa, nel pieno centro di Milano, due fratelli di 18 e 17 anni, ubriachi, hanno prima messo in ridicolo una coppia di anziani coniugi, quindi percosso un vigile urbano che aveva osato intervenire: eppure, il giorno successivo, molte cronache giornalistiche non hanno rinunciato a definire “ragazzi” i due malviventi, che fra l’altro non erano alla loro prima impresa del genere. Ritengo che l’uso di simili termini è irresponsabile e dannoso a dir poco quanto certa leggerezza indulgente in famiglia (“…Si sa, sono ragazzi”!) che finisce col divenire collusione, se non istigazione. Certo nessuno ha la bacchetta magica per risolvere in un baleno problemi complessi, ma sarebbe ora di cominciare a riconsiderare, fin dall’età della ragione, il valore – anche cristiano – della responsabilità personale e della disciplina.
Don Michele Carlucci